PREMIO TENCO 2015

Piergiorgio Faraglia finalista al Premio Tenco 2015:
"L'Uomo Nero" è tra i primi 5 dischi d'esordio italiani più belli dell'anno.

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Disco

  • copertina senza nome
    L’uomo nero Number of tracks : 11
    copertina senza nome

    Album: L’uomo nero

    Autore: Piergiorgio Faraglia

    Data di uscita: 2015/03/17

    Genere: Rock

    Questo disco è dedicato a quelli che, ogni tanto, decidono di regalarsi un’altra vita
    e di viverla senza leggere le istruzioni
    a tutti quelli che mi hanno accompagnato fino a qui senza chiedermi mai
    dove stavamo andando
    e ad Alessandra, il canto che guida ogni mio passo

    Tracklist

    1. Avete visto mio fratello

    2. Gomma

    3. Rosso

    4. L’uomo nero

    5. Chiamami padre

    6. L’importanza

    7. Dimmi

    8. Da solo

    9. Cuore di grano

    10. Troppo

    11. Ali di Pane

News

ABOUT

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    Cantautore

    Piergiorgio Faraglia

    Cantautore

    Piergiorgio Faraglia è un cantautore e chitarrista. È nato a Roma nel 1966, quando Topolino costava centocinquanta lire, si poteva andare in bicicletta in mezzo alla strada senza finire sotto una macchina e le sedie dei cinema di terza visione erano di legno, come quelle della terza classe dei treni. E come la chitarra di sua sorella, che impara a suonare da solo a dieci anni. Laureato in Metodologia e Critica dello Spettacolo presso la Sapienza di Roma, è autore e performer dal vivo di musiche di scena per numerosi
    spettacoli di teatro sperimentale. Collabora tra gli altri con Christine Cybils (Living Theatre), con la
    compagnia teatrale Solari-Vanzi (successivamente ‘Temperamenti’) dal 1992 a oggi.
    Per qualche anno collabora con Stradarte, associazione musicisti di strada, con cui suona in giro per gli antichi borghi di tutta Italia. Dal ’95 al ’99 collabora con Marco Conidi per il disco "Marco Conidi", partecipando a Help di Red Ronnie, Telethon e ‘T.R.I.B.Ù. di Gegè Telesforo su TMC.
    Nel ‘97 fonda Ezra, band con la quale inizialmente riarrangia i brani del cantautore americano
    Ben Harper, e successivamente diventerà il gruppo con il quale darà voce e forma alle sue canzoni con il disco Ali di pane, vincendo nel 2002 il premio per il miglior testo al Fade In di Lagosanto (FE) e nel 2003 Rock targato Italia. Nello stesso anno partecipa come chitarrista alle registrazioni di ‘WOP’, il primo album solista di Raiz degli Almamegretta.
    Le sue canzoni sono state proposte più volte nell’ambito della trasmissione DEMO di Rai Radio 1, condotta da Michael Pergolani e Renato Marengo, che gli dedicano anche uno speciale live negli studi RAI di Saxa Rubra. Nel 2010 insieme a Piji, Francesco Spaggiari e diversi cantautori della scena romana fonda il Condominio Cantautori, con il quale si esibisce regolarmente dal vivo. Da circa otto anni ha aperto uno studio di registrazione in Umbria, tra le montagne della Valnerina, il TenPeopleTown Studio, dove ha lavorato come fonico, produttore artistico, arrangiatore e strumentista con vari artisti fra cui Giacomo Sferlazzo per il disco ‘Lampemusa’, Banda Jorona per ‘Mettece sopra’, Katres per ‘Farfalla a Valvole’, Francesco Spaggiari, per ‘Hotel Balima’ e ‘Lettere da Borgoventura’, Bianca Giovannini, ALEPÀ, Caraserena e tanti altri.
    Nel 2011 esce 'For you 2', tributo italiano a Bruce Springsteen, dove reinterpreta con la sua chitarra due leggendari brani del Boss: State Trooper e Cadillac Ranch.
    Le sue corde suonano anche in “Across The River”, l’ultimo disco della cantautrice americana Carolyne Mas, la pioniera del rock al femminile, la “Bruce Springsteen in gonnella”, come fu definita dalla stampa a cavallo tra gli anni ’70 e ’80.
    Dall’inizio del 2013 collabora assiduamente con Fabio Palombo in Traindogs, spettacolo di racconti e musica. Lo spettacolo ha già al suo attivo diverse performance in tutta Italia.
    Collabora dal 2013 come volontario presso l’associazione Emmaus di Roma organizzando concerti all’interno dei mercatini dell’usato.
    Attualmente si esibisce in trio con il polistrumentista Armando ‘Guit’ Serafini e il bassista Saverio Capo, con i quali ha partecipato al premio Botteghe d’Autore vincendo sia il primo premio che quello come miglior arrangiamento con il brano ‘L’uomo nero.’ Con lo stesso brano è attualmente in finale al Premio De André.

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    Chitarrista

    Piergiorgio Faraglia

    Chitarrista

    Sono nato quasi mezzo secolo fa, in un mondo in bianco e nero.
    Sono cresciuto in Africa, in Rhodesia e in Zambia. Avevo una tata bellissima, africana. Si chiamava Mary, e cantava sempre.
    Poi sono tornato in Italia. Pare che parlassi male l’italiano, ma appena mi capitava per le mani un piffero, uno scacciapensieri, un’armonica, un pianoforte giocattolo, li suonavo. Era facile, bastava riprodurre la musica che sentivo. Più facile che parlare.
    Poi a un certo punto mi sono costruito una chitarra di compensato, con le corde fatte con il filo da pesca. Era una scatoletta quadrata con un manico che si piegava, i tasti li avevo fatti con dei pezzi di stuzzicadenti. Era insuonabile, ma era la mia prima chitarra, e me l’ero fatta da solo.
    Poi è arrivata una chitarra vera. Non era molto meglio di quella che mi ero fatto, ma almeno questa non rischiava di spezzarsi ogni volta che ci mettevo le mani sopra. Cominciai a suonarla da solo, imparai l’arpeggio di Giochi Proibiti, ma non riuscivo a fare gli accordi.
    Poi un amico mi spiegò il giro di Do.
    Sono passati quasi quarant’anni da allora, di chitarre ne ho avute tante, sono salito su tanti palchi e imparato tante canzoni, la chitarra con gli stuzzicadenti non ce l’ho più.
    Ma ancora oggi parlo meglio con una chitarra in mano.
    A bocca chiusa.

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    Produttore

    Piergiorgio Faraglia

    Produttore

    A un certo punto ho smesso di suonare, mi sono comprato una casa in Umbria, in mezzo alle montagne della Valnerina e alle macerie dell’ultimo terremoto. Una terra ferita, dolorosa, abitata da uomini e donne con gli occhi pieni di calcinacci e di paura. In quella casa ho costruito uno studio, un luogo dove poter cercare musica guardando una valle splendida, bella col sole e con la pioggia, col vento e con la neve. Bella sempre, e tanto.
    Col tempo hanno cominciato ad arrivare i musicisti, gente che aveva tante idee ma non riusciva ad ascoltare, ad ascoltarsi. Non sempre, ma per molti era così.
    Ci siamo messi a cercare insieme la musica nascosta sotto la musica, i suoni che stavano sotto la cenere delle parole, dei ripensamenti, delle convinzioni. E spesso l’abbiamo trovata, come un tesoro, prezioso e afferrabile, a portata di mano e di cuore.
    Nel mio studio sono passati Katres, Francesco Spaggiari, Caraserena, Klaxon, Bianca Giovannini, Ermanno Labianca, Moseek, Original Slammer Band, Alessandra Parisi, Cassandra Raffaele, Giacomo Sferlazzo, Taxi De Brousse, Lucrezio de Seta, Saverio Capo, Guitarmando Serafini e tanti altri.
    Sono passati anche musicisti che non sapevano di esserlo, che non si davano troppa importanza, ma che in realtà hanno riempito di musica i miei giorni: come Stefano, il falegname di un paese vicino, Leonardo e i suoi Maynard Pale, Marco, il più forte di tutti, una banda musicale di Norcia, Monica la parrucchiera, Sara la tabaccaia e Francesco l’informatico, Antonello il grande cantautore inconsapevole, Fabio il polistrumentista che però non gli va più, Franco e il suo swing liscio, e tanti altri.
    Tutti hanno lasciato una striscia di nastro di carta appiccicato al muro, quella che si mette sul mixer per dare un nome ai canali.
    Tutti mi hanno insegnato molto, mi hanno aiutato a scoprirmi, ad ascoltarmi. A ritrovarmi.
    Tutti, nessuno escluso, sono l’energia che dà forma ai miei sorrisi e il bpm giusto al mio cuore.
    Tutti sono con me, ogni volta che oggi salgo su un palco dopo tanti anni. Non ho più paura di farlo, e lo devo a loro.

Live

  • "Un chitarrista sfacciatamente bravo ma anche sfacciatamente incerto rispetto alle "sue" canzoni. Insomma è proprio là in mezzo, tra questi due "sfacciatamente" che nascono le sue cose, che nasce quel canto che dal vivo è così intenso da farti piangere."

    Michael Pergolani
  • "L’Uomo che – anche nel disagio e nell’emarginazione – resta sempre a colori."

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    Elisabetta Malantrucco - Bravonline
  • "Si rimane stupiti da quante cose abbia da dire a chi l’ascolta."

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    Gaia Curci - Rockit
  • "L’uomo nero è dunque un disco maturo, che cresce ad ogni ascolto, che coniuga il meglio del rock americano con la canzone d’autore. E’ sicuramente una sfida riuscita che lascia ben sperare per il futuro di questo bravo artista ."

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    Giuseppe Verrini - Mescalina.it
  • "Un disco nell’ insieme diretto, chiaro, immediato senza mai essere semplice o facile o accomodante, un disco che dipinge un universo di uomini fragili alla ricerca di risposte che non arrivano o che si perdono nel rumore del mondo. Come noi. "

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    Brigata Lolli